Beatrice e gli occhi di Maria

Nel confessionale di quella chiesetta c’era particolarmente odore di stantio. Lo spazio era assai ristretto, ed ormai, dopo alcune ore, iniziavano a dolere le membra. Arriva una vecchietta e fa la sua consueta confessione. Poi entra una giovane, all’apparenza poco più che trent’enne. Vuole parlare, mi chiedere se possiamo uscire di lì, perché le manca l’aria. Accetto volentieri, così sgranchisco le membra anchilosate. Usciamo e passeggiamo attorno alla chiesetta, mentre l’anziana rimane dentro a pregare.
Facciamo due passi, parlando del tempo, e improvvisamente la donna scoppia in un pianto irrefrenabile. “Non volevo venire qui oggi. Mia nonna mi ha obbligato. Voleva assolutamente che la accompagnassi in Chiesa, per confessarsi e pregare. Io l’ho presa in giro, ho detto che confessarsi non serve a nulla, le ho detto che non ho tempo. Mi ha rotto le scatole all’infinito ed eccomi qui!” “Brava… alla fine hai ceduto. Cosa sta succedendo nel tuo cuore ora? Piangi come una ragazzina…” “Padre, lei non può immaginare cosa è scattato in me, nei pochi minuti in cui sono rimasta in chiesa, mentre la nonna si confessava. Ho incrociato il volto di Maria. La statua, all’ingresso della chiesa, mi ha impressionato. Il volto segnato dal dolore. Il figlio morto disteso sulle ginocchia. E gli occhi comunque irradiavano una luce particolare: mi ha ferito il cuore!” “Maria sa che Gesù è morto per la salvezza del mondo. Lei, la Madre, soffre incredibilmente, ma partecipa nella fede all’offerta d’amore del figlio suo…” “Padre, anch’io piango un figlio che non c’è più. Un figlio che non parla, non sorride, non corre come gli altri. Avrebbe 14 anni ora. Invece è nella tomba. E la sua tomba è il mio grembo!”
“Figliola, apri il tuo cuore a Dio, affidati a Maria, ti aiuterà ad incontrare il perdono di Gesù! Nessun male è così grande da non poter essere perdonato”. “Non ho mai avuto il coraggio di parlarne con nessuno. E’ un dolore che porto con me da 14 anni. Mi lacera il cuore. Mio figlio non ha mai visto la luce, per colpa mia!” “Tuo figlio è con Gesù ed ora ti perdona, insieme a lui. Non rimanere chiusa nel dolore, apriti alla vita”. “Quegli occhi di Maria mi hanno colpito. Sembrava mi aspettasse, per condividere con me il suo dolore di madre”. “Maria ti dice oggi che non sei qui per caso: Dio vuole offrirti il suo perdono… Non vuole che tu rimanga nel tuo dolore e nella tua disperazione! Eri soltanto una ragazzina, lasciata sola con una decisione disumana da prendere!” “Che posso fare io? Donna fallita per non aver accolto quella vita, madre ingrata di una creatura mai apparsa alla luce! Avevo 16 anni ma sapevo bene quel che facevo!” “Dio avrà pietà di te e ti aprirà strade nuove! Lasciati amare da lui!” Le lacrime rigano il viso di quella giovane donna. Accoglie il perdono di Dio, tra i singhiozzi di un pianto liberante.
Ora Beatrice collabora, come volontaria, in un centro di accoglienza per ragazze madri. Ha recuperato la fiducia in sé e la certezza del perdono di Dio. Ancora oggi, però, il pensiero di quel gesto la riempie di tristezza. Senza venir meno nella sua fiducia nell’amore del Padre, non cessa di ripetermi: “Dio mi ha perdonata. Ma il mio cuore di madre non mi perdonerà mai!”