Aziz, dal carcere alla vita

Aziz è un giovane algerino. Ha trascorso vari anni in carcere. Ci siamo conosciuti un venerdi santo, nella cappella della Casa Circondariale. Aziz, come gli altri detenuti, aveva chiesto di partecipare alla preghiera di quel giorno. Anche loro, mussulmani, spesso prendevano parte alle celebrazioni: era un buon momento per uscire di cella, per vedere qualcuno di fuori, per sentire una parola buona. Quel giorno si leggeva il vangelo della Passione. Non sapendo a chi chiedere, ho domandato ad Aziz, ottenendo subito il suo assenso. “Ma posso leggere io che sono islamico?” “Sai leggere l’italiano?” “Si, me la cavo bene!” “Ottimo… I personaggi della passione non erano tutti discepoli di Gesù, e neppure tutti ebrei…” Aziz legge la parte della gente, le varie voci della Passione. La celebrazione, semplice e raccolta, ha una grande forza evocativa, tra queste mura. Parla di una intensa sofferenza, ma anche di un amore più grande.
Aziz mi avvicina alla fine della celebrazione. Gli occhi umidi di commozione. “Ho provato un fremito quando Gesù ha detto: Oggi sarai con me, nel Paradiso! Lo ha detto a me. Era rivolto proprio a me. Io gli avevo solo ripetuto le parole del ladrone: Gesù, ricordati di me! E lui mi ha assicurato il Paradiso…” “Aziz, non sappiamo di che religione fosse quel ladrone. Forse era giudeo, chissà… Di certo ne avena combinate molte!” “Anch’io non sono un santo. Anche la mia vita è stata segnata dal male. Eppure quella parola detta a me, malfattore pentito, mi ha fatto tanto bene”.
Passa qualche anno… Da un po’ non frequento il carcere.
“Ciao don, sono venuto a farti gli auguri di Natale!” “Aziz, ciao, come stai? Che ci fai qui? Quanto tempo è passato!” “E’ il mio primo giorno di libertà. Ho pensato di venire a salutarti! Mancano pochi giorni al Natale e so che per te è una festa molto importante… Che Iddio misericordioso ti dia pace!” “Grazie Aziz, ma come hai fatto ad arrivare qui?” “Ho chiesto al cappellano e mi ha detto dov’eri. Ti ricordi quella lettura il venerdi santo?” “Ricordo bene, Aziz…” “Gesù mi ha detto che mi vuole bene… che mi vuole portare in Paradiso. Ma ci sarà posto lassù anche per me? Per un delinquente come me? Gesù può parlare con Allah?” “Aziz, nel cuore di Dio c’è tanta misericordia. C’è per tutti… Ripensa a quella voce, pensa a quel Gesù che ti ha parlato…” “Iddio misericordioso avrà pietà anche di me! Lo spero proprio. E mi auguro di poterci incontrare tutti in Lui, figli del Cristianesimo e dell’Islam. Buon Natale don, che quel Gesù che nasce porti pace al mondo, come l’ha donata al mio cuore!”