{"id":3773,"date":"2024-12-17T13:53:44","date_gmt":"2024-12-17T13:53:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/?page_id=3773"},"modified":"2024-12-17T14:10:16","modified_gmt":"2024-12-17T14:10:16","slug":"i-precedenti-edifici-di-culto","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/?page_id=3773","title":{"rendered":"I precedenti edifici di culto"},"content":{"rendered":"\n<p><a href=\"https:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Acquisizione-a-schermo-intero-17122024-144217.jpg\" data-lbwps-width=\"772\" data-lbwps-height=\"516\" data-lbwps-srcsmall=\"https:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Acquisizione-a-schermo-intero-17122024-144217-750x501.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3775 alignleft\" src=\"https:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Acquisizione-a-schermo-intero-17122024-144217.jpg\" alt=\"\" width=\"417\" height=\"279\" srcset=\"https:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Acquisizione-a-schermo-intero-17122024-144217.jpg 772w, https:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Acquisizione-a-schermo-intero-17122024-144217-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Acquisizione-a-schermo-intero-17122024-144217-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Acquisizione-a-schermo-intero-17122024-144217-750x501.jpg 750w\" sizes=\"auto, (max-width: 417px) 100vw, 417px\" \/><\/a>Nella piazza di Marano si possono chiaramente vedere due chiese addossate l\u2019una all\u2019altra: la nuova grande parrocchiale, col suo cupolone, appoggiata al fianco della chiesa settecentesca, oggi inagibile: per i maranesi sono sempre state \u201cla cesa v\u00e8cia\u201d e \u201cla cesa n\u00f2a\u201d (la chiesa vecchia e la chiesa nuova).<br \/>Nel volume \u201cMarano di Valpolicella\u201d troviamo la notizia che una chiesa, forse una chiesetta o una cappella, esisteva almeno dagli inizi del Quattrocento ed \u00e8 stata tracciata, per sommi capi e per fonti documentarie, la storia della parrocchia le di Marano.<br \/>\u00c8 interessante tuttavia aggiungere a questa storia qualche altro tassello, andando alla ricerca non solo di documenti, ma anche di ci\u00f2 che di quella chiesa sei\/settecentesca \u00e8 giunto fino a noi.<br \/>Nel 1605 il delegato del vescovo Alberto Valier2, monsignor Marcello Carlotti, visita Marano e scrive chiaramente che la chiesa \u00e8 piccola, mal tenuta, vecchia e che deve essere riedificata. Egli riferisce poi che gli abitanti sono circa 800 e annota che la chiesa \u00e8 dedicata ai santi Pietro e Paolo, mentre spesso nei documenti sei e settecenteschi essa viene sempre detta \u201cSan Pietro di Maran\u201d.<\/p>\n<p><br \/><strong>1.1 La chiesa seicentesca<\/strong><br \/>Sul retro della chiesa settecentesca c\u2019\u00e8 una lapide, quasi nascosta, che ricorda un lavoro fatto dal parroco don Girolamo Alessandri, il quale resse la parrocchia dal 1618 al 1630; un intervento realizzato forse proprio a seguito delle raccomandazioni del vescovo Valier attraverso il suo visitatore Carlotti. La lapide recita: AUCTORE HIERONIMO DE ALEXANDRIS RECTORE HUIUS ECCLESIAE PIORUM ELEMOSINIS, ossia \u201cAutore Girolamo Alessandri rettore di questa chiesa con elemosine delle persone pie\u201d. Entro il 1630 quindi qualche lavoro fu senz\u2019altro fatto, anche se non possiamo stabilirne l\u2019entit\u00e0.<br \/>E infatti nella visita del vescovo Pisani del 1659 non si parla pi\u00f9 di una chiesa vecchia e mal tenuta, ma di una chiesa con tre altari di legno (quello del Santissimo Sacramento, quello di san Dionigi e quello della Beata Vergine del Rosario) e con ben due confraternite attive: quella del Santissimo Sacramento e quella del Rosario. Gli abitanti sono scesi per\u00f2 a 510: probabilmente anche a Marano la grande peste del 1630 ha fatto molte vittime.<br \/>Sul vecchio altare del Rosario era posta la pala oggi posizionata sopra l\u2019ingresso della nuova parrocchiale: la pala di Francesco Melegatti, databile al 1677-81, che raffigura la Madonna con il Bambino in gloria sulle nubi fra i santi Caterina da Siena e Domenico di Guzman e sotto, da sinistra, i santi Pietro Apostolo, Carlo Borromeo, Nicola di Bari e Vincenzo Ferreri.<br \/>Nel 1722 venne costruito, sempre nella chiesa seicentesca oggi perduta, il primo altare di pietra ad opera di Domenico Cecchini di Sant\u2019Ambrogio (detto \u201cil tedesco\u201d), altare che poi fu venduto, a met\u00e0 dell\u2019Ottocento, alla parrocchia di Viarago (frazione del comune di Pergine Valsugana) dove si trova ancor oggi.<br \/>Ultimo elemento superstite del tempio secentesco \u00e8 un secondo altare marmoreo, sempre opera del Cecchini, dedicato a San Dionigi, costruito nel 1733. Io credo infatti che l\u2019unico altare rimasto parzialmente in piedi nella chiesa settecentesca sia proprio riconducibile a questo San Dionigi del maestro Cecchini, la cui cimasa \u00e8 smontata, ma ancora conservata.<br \/>Per la chiesa secentesca si potrebbe immaginare quindi una chiesa a navata unica, che aveva nel presbiterio l\u2019altare maggiore conservato a Viarago, mentre su di un lato c\u2019era l\u2019altare di San Dionigi e sull\u2019altro lato un altare di legno dedicato alla Vergine del Rosario.<\/p>\n<p><strong> 1.2 La chiesa settecentesca<\/strong><br \/>Veniamo ora alla chiesa settecentesca ancora visibile a lato dell\u2019attuale parrocchiale.<br \/>Nel 1764 il vescovo Antonio Giustiniani invita la comunit\u00e0 a costruire una nuova chiesa perch\u00e9 quella esistente, oltrech\u00e9 incapace di contenere tutti (la popolazione era di circa 990 abitanti), stava minacciando di cadere. E, proprio pochi anni dopo, la comunit\u00e0, guidata dal parroco don Domenico Tosoni e da Antonio Lorenzi, affida niente po\u2019 po\u2019 di meno che ad Adriano Cristofoli l\u2019incarico di progettare un rifacimento della chiesa. Antonio Lorenzi con i suoi fratelli era proprietario della villa (oggi Lorenzi \u2013 Benati) di Canzago e dell\u2019oratorio di sant\u2019Eustachio di Prognol ed era sicuramente persona molto vicina al parroco di Marano, nonch\u00e9 membro per alcuni anni della fabbriceria parrocchiale. Fu senz\u2019altro lui il tramiteer avere a Marano come architetti, sia il Cristofoli per la chiesa, sia Luigi Trezza per il campanile: ilTrezza stava infatti lavorando negli stessi anni alla facciata della villa di Canzago.<br \/>Marano punta sempre in alto, pensa sempre in grande e si rivolge a quello che era forse il maggior architetto del momento a Verona, Adriano Cristofoli, il quale stava lavorando al colonnato del Teatro Filarmonico, visibile ancor oggi all\u2019incrocio tra via Roma e piazza Bra10.<br \/>Il Cristofoli affid\u00f2 il suo progetto al capomastro Giuseppe Paracca e, tra il 1773 e il 1778, i lavori si conclusero donando alla comunit\u00e0 l\u2019edificio visibile ancor oggi, che fu officiato fino al 1921.<br \/>Al momento della costruzione della chiesa settecentesca il vecchio campanile venne demolito e, anche in questo caso, Marano scelse per la progettazione del nuovo campanile uno degli architetti pi\u00f9 conosciuti a Verona, l\u2019architetto Luigi Trezza (da non confondere col don Trecca che progetter\u00e0 dopo 150 anni la chiesa nuova). Il nuovo campanile venne innalzato tra il 1792 e il 1793, e fu completato solo nel 1911, quando sar\u00e0 inaugurato il concerto di campane che risuona dalla cella campanaria.<br \/>L. Trezza: progetto nuovo campanile, conservato in archivio parrocchiale. <br \/>All\u2019interno della chiesa, terminata nel 1778, fin da subito vi erano quindi l\u2019altare maggiore del Cecchini, di cui si \u00e8 parlato sopra, insieme con l\u2019altare del Rosario (in legno) e con il marmoreo altare di san Dionigi, sempre opera di Domenico Cecchini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella piazza di Marano si possono chiaramente vedere due chiese addossate l\u2019una all\u2019altra: la nuova grande parrocchiale, col suo cupolone, appoggiata al fianco della chiesa settecentesca, oggi inagibile: per i maranesi sono sempre state \u201cla cesa v\u00e8cia\u201d e \u201cla cesa n\u00f2a\u201d (la chiesa vecchia e la chiesa nuova).Nel volume \u201cMarano di Valpolicella\u201d troviamo la notizia &hellip; <\/p>\n<p><a class=\"more-link btn\" href=\"https:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/?page_id=3773\">Continua a leggere<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3775,"parent":3760,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-3773","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","nodate","item-wrap"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3773","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3773"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3773\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3783,"href":"https:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3773\/revisions\/3783"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3760"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3775"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3773"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}