{"id":3881,"date":"2025-03-26T18:02:00","date_gmt":"2025-03-26T18:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/?page_id=3881"},"modified":"2025-03-26T18:49:42","modified_gmt":"2025-03-26T18:49:42","slug":"la-vita-sacerdotale-di-don-luigi-accordini","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/?page_id=3881","title":{"rendered":"La vita sacerdotale di Don Luigi Accordini"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"\" data-start=\"83\" data-end=\"116\"><strong data-start=\"83\" data-end=\"114\">Il suo profilo e le origini<\/strong><\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"118\" data-end=\"361\">Carlotta e Giovanni sono una giovane coppia di sposi. La loro casa \u00e8 in quegli anni ad Arbizzano, nella corte dei Feriani. Qui sono mezzadri. Allora la Valpolicella non era quella di adesso: essere mezzadri significava una vita di sacrifici.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"363\" data-end=\"501\">Poi, in quella casa, il primo maggio del 1928 nasce Luigi. \u00c8 il quinto dei loro figli, che alla fine saranno otto: tre suore e un prete.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"503\" data-end=\"1089\">Dell\u2019infanzia e della giovinezza di don Luigi abbiamo solo frammenti di episodi, di cui ogni tanto gli piaceva raccontare. Ma la cosa importante \u00e8 che la sua famiglia rester\u00e0 per lui, per sempre, un riferimento inossidabile. Poi il legame \u00e8 proseguito con i tanti nipoti e pronipoti, che abbiamo anche visto qui. Tuttavia, pur contando molto sulla sua famiglia, quando avvertiva di poter diventare un peso, si toglieva di torno. La scelta di andare alla casa di riposo, ad esempio, \u00e8 stata una di queste. Quante volte ha detto anche a me: &#8220;Questa \u00e8 una decisione mia, l&#8217;ho voluta io&#8221;.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"1091\" data-end=\"1527\">Adesso, per la descrizione che segue, chiedo gi\u00e0 scusa se non tutti i passaggi saranno chiari. So che lui mi capir\u00e0 e perdonate se salter\u00f2 qua e l\u00e0 tanti dettagli (di cui sarebbe bello raccontare, ma questa non \u00e8 la sede opportuna). Chiedo scusa se nel mio racconto sembrer\u00e0 prevalere l\u2019esperienza della Madonna della Fraternit\u00e0, ma grazie a chi mi ha preceduto, che ha detto tutto il resto. Spero comunque di non far torto a nessuno.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"1529\" data-end=\"1547\"><strong data-start=\"1529\" data-end=\"1545\">Il ministero<\/strong><\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"1549\" data-end=\"1672\">Il 27 giugno 1954 viene ordinato prete. La sua \u00e8 gi\u00e0 una vocazione adulta. Passa i primi anni come curato di San Nazzaro.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"1819\" data-end=\"2201\">Dopo alcuni anni come curato di San Nazzaro, viene assegnato a Pazzon, Lubiara, Caprino e infine parroco a Lubiara. Ovunque sia passato, ha coinvolto le persone e ha lasciato segni di amicizia e fraternit\u00e0. Ha contagiato di affetto, creato legami e seminato germi di comunit\u00e0. Questo \u00e8 stato il tratto distintivo che lo ha sempre accompagnato e con cui tutti lo abbiamo conosciuto.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"2203\" data-end=\"2407\">Quando era ancora parroco a Lubiana, tra il polo ferroviario di Porta Nuova e le fabbriche della ZAI di Verona, partecipava alla pastorale del mondo del lavoro, che allora era sinonimo di mondo operaio.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"2409\" data-end=\"2667\">Nel 1972, ancora parroco a Lubiana, su richiesta del vescovo Giuseppe Carraro, gli viene chiesto di dedicare attenzione alla nuova realt\u00e0 abitativa delle case Gescal a sud delle Golosine, perch\u00e9 l\u00ec nasceranno molte altre abitazioni. Per quasi un anno far\u00e0 la spola con Lubiara.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"2669\" data-end=\"2929\">Dal 1972, in via Patiglione 13, con il permesso delle case Gescal, ricava sotto i portici dei condomini un luogo che funge da chiesetta, ufficio e anche camera, dove qualche volta passa la notte per risparmiare il viaggio. \u00c8 l\u2019inizio di una nuova esperienza.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"2931\" data-end=\"3132\">L\u20198 ottobre 1973 lascia definitivamente Lubiara, perch\u00e9 il vescovo lo nomina vicario della vicaria indipendente Madonna della Fraternit\u00e0, che diventa parrocchia poco dopo, a Natale dello stesso anno.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"3134\" data-end=\"3203\">Agli incontri dichiara sempre l\u2019intento che anima il suo ministero:<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"3205\" data-end=\"3341\"><em data-start=\"3205\" data-end=\"3339\">&#8220;Il vescovo mi ha mandato qui non tanto per costruire una chiesa di mattoni, ma una comunit\u00e0 di persone. Una chiesa di pietre vive.&#8221;<\/em><\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"3343\" data-end=\"3634\">L\u2019Istituto Don Calabria, che allora era in via Roveggia, apre le porte per le celebrazioni. Per raccogliere la gente e creare punti di incontro, nasce la prima casa-famiglia in via Roveggia, una delle prime abitazioni provvisorie, un punto di aggregazione per decine di giovani e famiglie.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"3636\" data-end=\"3898\">Recupera poi la chiesetta di via Chioda, pianta una tenda in via Roveggia e un&#8217;altra in Zai.\u00a0 Alcune strutture vengono sostituite con prefabbricati smontati in Friuli. Arriva anche un vagone ferroviario, fino al prefabbricato di via Ombrone, che diventer\u00e0 la chiesa parrocchiale definitiva.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"3900\" data-end=\"4249\">Anch\u2019io, personalmente, lavorando in quel tempo proprio l\u00ec vicino, in una grossa fabbrica, ho cominciato con altri amici a frequentare quell\u2019ambiente. Posso dire che per la mia vocazione il Signore si \u00e8 servito della sua complicit\u00e0. Una volta diventato prete, mi sono ritrovato a condividere con lui, alla pari, lo stesso ministero per sette anni.\u00a0<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"4251\" data-end=\"4455\">Un&#8217;impresa la comunit\u00e0. Per don Luigi, con la sua ironia, potremmo usare la parola che ama Papa Francesco: un\u2019&#8221;ecclesiologia dello scarto&#8221;, una piccola chiesa fatta di porte aperti per tutti, credenti e atei.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"4457\" data-end=\"4678\">Se lui trovava porte aperte, non lo faceva solo per l\u2019inclusione, ma mai per l\u2019esclusione. Non c\u2019erano scarti, come dice Papa Francesco. Raccoglieva tutti e tutto, creando una comunit\u00e0 in cui nessuno era primo o ultimo.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"4680\" data-end=\"4976\">Tutto ci\u00f2 che si poteva ritenere scarto diventava roba buona. E non solo per le persone, ma anche per gli oggetti. Spesso raccoglieva macchine, minibus, roulotte, tutto ci\u00f2 che gli veniva regalato. Il valore non stava nelle cose, ma nelle persone che, di volta in volta, riusciva a conquistare.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"4978\" data-end=\"5228\">Cos\u00ec faceva anche con le persone: non c\u2019erano scarti. Lo dimostrano il campo nomadi di Forte Azzano, le collaborazioni con don Francesco Cipriani, la scuola circense di via Germania e le tante situazioni di disagio sociale ed economico nel quartiere.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"5230\" data-end=\"5641\">Per lui la parola &#8220;comunit\u00e0&#8221; significava che anche noi preti dovevamo esserlo. Ad esempio, la parrocchia lasciava anche il piccolo contributo economico che spettava alla cassa, cos\u00ec come l\u2019offerta personale per la messa celebrata. La parrocchia era una famiglia in cui si condivideva tutto: la cena in giorni fissi, le attivit\u00e0 estive alla Fraternit\u00e0, il sostegno delle suore infermiere, il volontariato in mille forme.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"5643\" data-end=\"5850\">Le attivit\u00e0 erano cos\u00ec numerose che raccontarle adesso sembrano roba da fantascienza. Spesso al limite dell\u2019azzardo, ne faceva una e gi\u00e0 ne proponeva altre dieci. Confesso che era difficile stargli dietro.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"5852\" data-end=\"5938\">Quanti aneddoti potremmo raccogliere tra i presenti qui e anche tra\u00a0 i non presenti?<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"5940\" data-end=\"6037\">E i giovani? Per loro tutto. Da un Jukebox nella prima casa di via Roveggia, al campo sportivo, dove prima c&#8217;era un immondezzaio pubblico. Una scelta che gli cost\u00f2 una denuncia e un processo. Il motivo? Non essersi allineato o schierato politicamente in un periodo particolarmente caldo. Ad ogni modo, ne usc\u00ec prosciolto perch\u00e9 il reato non sussisteva.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"429\" data-end=\"590\">E poi i mitici campeggi, i primi dei quali facevano invidia a quelli di oggi. Una vera scuola di sopravvivenza, altro che avventura in stile <em data-start=\"570\" data-end=\"587\">Pechino Express<\/em>!<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"592\" data-end=\"1019\">La Provvidenza, evidentemente, non gli faceva mai mancare nulla. Ci furono gli anni dei custodi, quelli della scuola serale per chi non aveva potuto prendere la terza media, i gruppi di adolescenti, i giovani, gli scout. E poi c\u2019era lui, con la sua patente di guida pubblica, anche autista del pulmino per portare i bambini a scuola, prima tra Spiazzi e Caprino e, se non mi sbaglio, anche qui tra Marano e San Rocco.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"1021\" data-end=\"1186\">Tutto da prete, un prete che parlava e viveva per amore. Un prete che rifletteva Cristo nella sua Chiesa. Tutto per rendere bella e desiderabile la fede cristiana.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"1188\" data-end=\"1217\"><strong data-start=\"1188\" data-end=\"1215\">Un prete fino alla fine<\/strong><\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"1219\" data-end=\"1381\">Concludo il ritratto della sua personalit\u00e0 con una testimonianza recente, che racconta gli ultimi anni della sua vita, fino all\u2019esperienza della casa di riposo.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"1383\" data-end=\"1406\">Mi \u00e8 stato confidato:<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"1408\" data-end=\"1823\"><em data-start=\"1408\" data-end=\"1821\">&#8220;Semplice di cuore, generoso senza misura, attivo, lavoratore instancabile, introspettivo e sempre prete, sempre pastore. Visitava le persone, partecipava alle cene, si prendeva cura di tutto e di tutti. in casa di riposo, non era un ospite come gli altri: fino all&#8217;ultimo ha continuato ad accompagnare gli altri ospiti pi\u00f9 come guida spirituale che come ospite a sua volta.&#8221;<\/em><\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"1825\" data-end=\"1922\">Era prete sino alla fine. Anche la casa di riposo per lui era un luogo di missione e preghiera.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"1924\" data-end=\"2469\">Un dono raro e prezioso, e qualche volta persino pesante da portare, era la sua capacit\u00e0 di cogliere al volo se non addirittura prevenire le intenzioni di chiunque gli si avvicinasse, dai superiori all&#8217;ultimo che lo incontrava. Con i superiori ascoltava e obbediva, poi magari raccontava con entusiasmo anche le gioie pi\u00f9 piccole. Talvolta trovava il coraggio di esternare, con discrezione, l\u2019amarezza per certi trattamenti poco delicati ricevuti. Lo faceva con pochi, in privato. L\u2019ha fatto anche con me, raccomandandomi per\u00f2 di non parlarne.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"2471\" data-end=\"2510\">In ogni caso, finiva sempre per dire:<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"2512\" data-end=\"2558\"><em data-start=\"2512\" data-end=\"2556\">&#8220;Ma, ad ogni modo, io gli ho voluto bene.&#8221;<\/em><\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"2560\" data-end=\"2586\">Oppure, come diceva lui:<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"2588\" data-end=\"2610\"><em data-start=\"2588\" data-end=\"2608\">&#8220;Ma mi ghe voi ben!&#8221;<\/em><\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"2612\" data-end=\"2737\">Non so quante volte l\u2019avrete sentito dire questa frase. Era la sottile ironia con cui amava non prendersi troppo sul serio.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"2739\" data-end=\"2770\">Io, per\u00f2, gli ho voluto bene.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"2772\" data-end=\"2953\">Questa \u00e8 una frase che, in questi giorni, mi hanno ripetuto in tanti, mentre cercavo di scrivere questo profilo. Tutti hanno voluto riassumere il proprio rapporto con lui dicendo:<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"2955\" data-end=\"2979\"><em data-start=\"2955\" data-end=\"2977\">&#8220;Mi ha voluto bene.&#8221;<\/em><\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"2981\" data-end=\"3105\">Grazie, Signore, per il dono di don Luigi. \u00c8 stato il tuo biglietto da visita con cui ti sei presentato nelle nostre vite.<\/p>\n<p class=\"\" data-start=\"3107\" data-end=\"3190\">E ancora grazie per l\u2019amicizia e la gioia che ha seminato. A presto tanto perch\u00e9 un giorno \u00e8 come mille anni e mille anni \u00e8 come un giorno solo.\u00a0<\/p>\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il suo profilo e le origini Carlotta e Giovanni sono una giovane coppia di sposi. La loro casa \u00e8 in quegli anni ad Arbizzano, nella corte dei Feriani. Qui sono mezzadri. Allora la Valpolicella non era quella di adesso: essere mezzadri significava una vita di sacrifici. 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