{"id":1228,"date":"2015-06-20T21:38:32","date_gmt":"2015-06-20T21:38:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/?p=1228"},"modified":"2015-06-20T21:51:58","modified_gmt":"2015-06-20T21:51:58","slug":"dalla-lettera-enciclica-laudato-si-di-papa-franceso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/?p=1228","title":{"rendered":"Dalla Lettera Enciclica  Laudato si\u2019  di Papa Franceso"},"content":{"rendered":"<p>\u00abLaudato si\u2019, mi\u2019 Signore\u00bb, cantava san Francesco d\u2019Assisi. In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune \u00e8 anche come una sorella, con la quale condividiamo l\u2019esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: \u00abLaudato si\u2019, mi\u2019 Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba\u00bb.<br \/>\nQuesta sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell\u2019uso irresponsabile e dell\u2019abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla. La violenza che c\u2019\u00e8 nel cuore umano ferito dal peccato si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell\u2019acqua, nell\u2019aria e negli esseri viventi. Per questo, fra i poveri pi\u00f9 abbandonati e maltrattati, c\u2019\u00e8 la nostra oppressa e devastata terra, che \u00abgeme e soffre le doglie del parto\u00bb (Rm 8,22). Dimentichiamo che noi stessi siamo terra (cfr Gen 2,7). Il nostro stesso corpo \u00e8 costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria \u00e8 quella che ci d\u00e0 il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora.<\/p>\n<p>Non voglio procedere in questa Enciclica senza ricorrere a un esempio bello e motivante. Ho preso il suo nome come guida e come ispirazione nel momento della mia elezione a Vescovo di Roma. Credo che Francesco sia l\u2019esempio per eccellenza della cura per ci\u00f2 che \u00e8 debole e di una ecologia integrale, vissuta con gioia e autenticit\u00e0. E\u2019 il santo patrono di tutti quelli che studiano e lavorano nel campo dell\u2019ecologia, amato anche da molti che non sono cristiani. Egli manifest\u00f2 un\u2019attenzione particolare verso la creazione di Dio e verso i pi\u00f9 poveri e abbandonati. Amava ed era amato per la sua gioia, la sua dedizione generosa, il suo cuore universale. Era un mistico e un pellegrino che viveva con semplicit\u00e0 e in una meravigliosa armonia con Dio, con gli altri, con la natura e con se stesso. In lui si riscontra fino a che punto sono inseparabili la preoccupazione per la natura, la giustizia verso i poveri, l\u2019impegno nella societ\u00e0 e la pace interiore.<\/p>\n<p>La sua testimonianza ci mostra anche che l\u2019ecologia integrale richiede apertura verso categorie che trascendono il linguaggio delle scienze esatte o della biologia e ci collegano con l\u2019essenza dell\u2019umano. Cos\u00ec come succede quando ci innamoriamo di una persona, ogni volta che Francesco guardava il sole, la luna, gli animali pi\u00f9 piccoli, la sua reazione era cantare, coinvolgendo nella sua lode tutte le altre creature. Egli entrava in comunicazione con tutto il creato, e predicava persino ai fiori e \u00abli invitava a lodare e amare Iddio, come esseri dotati di ragione\u00bb. La sua reazione era molto pi\u00f9 che un apprezzamento intellettuale o un calcolo economico, perch\u00e9 per lui qualsiasi creatura era una sorella, unita a lui con vincoli di affetto. Per questo si sentiva chiamato a prendersi cura di tutto ci\u00f2 che esiste. Il suo discepolo san Bonaventura narrava che lui, \u00abconsiderando che tutte le cose hanno un\u2019origine comune, si sentiva ricolmo di piet\u00e0 ancora maggiore e chiamava le creature, per quanto piccole, con il nome di fratello o sorella\u00bb. Se noi ci accostiamo alla natura e all\u2019ambiente senza questa apertura allo stupore e alla meraviglia, se non parliamo pi\u00f9 il linguaggio della fraternit\u00e0 e della bellezza nella nostra relazione con il mondo, i nostri atteggiamenti saranno quelli del dominatore, del consumatore o del mero sfruttatore delle risorse naturali, incapace di porre un limite ai suoi interessi immediati. Viceversa, se noi ci sentiamo intimamente uniti a tutto ci\u00f2 che esiste, la sobriet\u00e0 e la cura scaturiranno in maniera spontanea. La povert\u00e0 e l\u2019austerit\u00e0 di san Francesco non erano un ascetismo solamente esteriore, ma qualcosa di pi\u00f9 radicale: una rinuncia a fare della realt\u00e0 un mero oggetto di uso e di dominio.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, san Francesco, fedele alla Scrittura, ci propone di riconoscere la natura come uno splendido libro nel quale Dio ci parla e ci trasmette qualcosa della sua bellezza e della sua bont\u00e0: \u00abDifatti dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si contempla il loro autore\u00bb (Sap 13,5) e \u00abla sua eterna potenza e divinit\u00e0 vengono contemplate e comprese dalla creazione del mondo attraverso le opere da lui compiute\u00bb (Rm 1,20). Per questo chiedeva che nel convento si lasciasse sempre una parte dell\u2019orto non coltivata, perch\u00e9 vi crescessero le erbe selvatiche, in modo che quanti le avrebbero ammirate potessero elevare il pensiero a Dio, autore di tanta bellezza.\u00a0 \u00a0Il mondo \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 che un problema da risolvere, \u00e8 un mistero gaudioso che contempliamo nella letizia e nella lode.<\/p>\n<p>La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poich\u00e9 sappiamo che le cose possono cambiare. Il Creatore non ci abbandona, non fa mai marcia indietro nel suo progetto di amore, non si pente di averci creato. L\u2019umanit\u00e0 ha ancora la capacit\u00e0 di collaborare per costruire la nostra casa comune. Meritano una gratitudine speciale quanti lottano con vigore per risolvere le drammatiche conseguenze del degrado ambientale nella vita dei pi\u00f9 poveri del mondo. I giovani esigono da noi un cambiamento. Essi si domandano com\u2019\u00e8 possibile che si pretenda di costruire un futuro migliore senza pensare alla crisi ambientale e alle sofferenze degli esclusi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/encyclicals\/documents\/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html\" target=\"_blank\">testo completo dell&#8217;enciclica LAUDATO SII<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abLaudato si\u2019, mi\u2019 Signore\u00bb, cantava san Francesco d\u2019Assisi. 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