{"id":1631,"date":"2016-03-06T12:46:11","date_gmt":"2016-03-06T12:46:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/?p=1631"},"modified":"2016-03-06T12:48:26","modified_gmt":"2016-03-06T12:48:26","slug":"maria-nel-vangelo-di-luca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/?p=1631","title":{"rendered":"MARIA NEL VANGELO DI LUCA"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Dalla riflessione di don Augusto Barbi, a s. Maria in Valverde,\u00a0<\/em><\/strong><em>lunedi 29 febbraio<\/em><\/p>\n<p><strong>MARIA NEI VANGELI DELL\u2019NFANZIA<\/strong><\/p>\n<p><strong>(Lc 1-2)<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>E\u2019 interessante la prima <strong>presentazione<\/strong> che ne abbiamo <strong>da parte del narratore<\/strong> (Lc 1,26-27): prima ancora del nome &#8211; che sar\u00e0 dato solo alla fine &#8211; veniamo a conoscere che essa risiede nello sconosciuto villaggio di Nazaret; che \u00e8 una ragazza giovane (<em>parthenos<\/em>), la quale in seguito si qualificher\u00e0, nella sua obiezione (Lc 1,34), come \u201cvergine\u201d, dal momento che \u201c<em>non ha conosciuto uomo<\/em>\u201d; che \u00e8 stata (ed \u00e8) promessa sposa ad un discendente di Davide, di nome Giuseppe.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Pi\u00f9 avanti, per il fatto che al momento della purificazione offrir\u00e0 (Lc 2,24) una coppia di tortore o di giovani colombi anzich\u00e9 un agnello (cfr Lv 12,8), verremo a sapere indirettamente che \u00e8 di origine umile e di condizione povera. Lei stessa lo confermer\u00e0 nel magnificat quando affermer\u00e0 che \u201cDio ha guardato alla condizione umile della sua serva\u201d (<em>tapeinosis<\/em>: cfr.Lc 1,48).<\/p>\n<p>Due interrogativi emergono da questo quadro sintetico e saranno da tenere presenti successivamente:<\/p>\n<p>&#8211; La condizione umile e povera di Maria, che sorte incontrer\u00e0?<\/p>\n<p>&#8211; La tensione tra verginit\u00e0\/sponsalit\u00e0, che soluzione trover\u00e0 in seguito?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li>Se questa \u00e8 la presentazione del narratore, interessante \u00e8 rilevare per contrasto <strong>lo sguardo che Dio getta su Maria<\/strong> e che \u00e8 rivelato dalle parole della figura angelica.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Nell&#8217;annunciazione l&#8217;angelo saluter\u00e0 Maria, invitandola a \u201c<em>gioire<\/em>\u201d (Lc 1,28) perch\u00e9 essa sar\u00e0 resa partecipe della mistero della salvezza. La gioia, infatti, nell&#8217;opera di Luca, non \u00e8 solo uno stato psicologico, ma connota coloro che hanno fatto esperienza della salvezza divina.<\/p>\n<p>Inoltre l&#8217;angelo la qualifica come \u201c<em>destinataria del favore e della grazia<\/em>\u201d (Lc 1,28) divina. Pi\u00f9 avanti le dir\u00e0 che \u201c<em>ha trovato grazia presso Dio<\/em>\u201d (Lc 1,30) e ancora la rassicurer\u00e0 che \u201c<em>il Signore \u00e8 con lei<\/em>\u201d per sostenerla nel compimento di una straordinaria missione (Lc 1,28).<\/p>\n<p>Interessante \u00e8 il confronto con Zaccaria. Mentre a Zaccaria, di cui era stata lodata la \u201c<em>giustizia<\/em>\u201d &#8211; la rettitudine religiosa e morale (Lc 1,6) -, l&#8217;angelo annuncia che \u201c\u00e8 stata esaudita la sua supplica\u201d (Lc 1,13) e che sua moglie anziana e sterile avr\u00e0 un figlio, a riguardo di Maria non viene esaltata nessuna qualit\u00e0 morale, ma semplicemente \u00e8 messo in risalto il favore e la benevolenza gratuita di Dio verso una ragazza di condizione umile. Maria potr\u00e0 nel suo inno, con verit\u00e0, magnificare soltanto l&#8217;iniziativa gratuita di Dio: \u201c<em>grandi cose ha fatto per me l&#8217;Onnipotente e santo \u00e8 il suo nome<\/em>\u201d (Lc 1,49).<\/p>\n<p>Nella realt\u00e0 di Maria, emerge dunque, innanzi tutto, il mistero dell&#8217;insondabile gratuit\u00e0 divina e della misericordia di un Dio che liberamente rivolge il suo favore verso chi \u00e8 povero ed umiliato.<\/p>\n<p>Questa gratuita divina, che si manifesta in modo unico e singolare in Maria \u2013 modello dei credenti &#8211; fa pensare come anche la nostra esistenza cristiana sia posta sotto la grazia incondizionata di Dio.<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong> A che cosa \u00e8 finalizzata questa benevolenza gratuita che Dio riserva all&#8217;umile Maria?<\/strong><\/li>\n<li><strong>a)<\/strong> La finalit\u00e0 \u00e8 quella di renderla, per un privilegio singolare, <strong>la madre del suo Figlio<\/strong>. Glielo annuncia l&#8217;angelo dicendole: \u201c<em>concepirai un figlio<\/em> \u2013 e stranamente a differenza di Zaccaria che imporr\u00e0 lui il nome a suo figlio \u2013<em> e tu lo chiamerai Ges\u00f9<\/em>\u201d. Questo figlio sar\u00e0 il Figlio dell&#8217;Altissimo e sar\u00e0 il Messia discendente di Davide\u201d. Elisabetta stessa la riconoscer\u00e0 come \u201c<em>madre del suo Signore<\/em>\u201d (Lc 1,43). Gli angeli lo annunceranno come il \u201c<em>Salvatore, Cristo e Signore, nato nella citt\u00e0 di Davide<\/em>\u201d (Lc 2,11)<\/li>\n<\/ol>\n<p>A questo annuncio angelico, Maria reagisce con un&#8217;osservazione di natura biologica \u201c<em>come potr\u00e0 accadere questo<\/em>\u201d (Lc 1,34), dal momento che il suo proposito di verginit\u00e0 \u2013 per cui \u201c<em>non conosce uomo<\/em>\u201d \u2013 rende l&#8217;annuncio umanamente impossibile.<\/p>\n<p>La risposta dell&#8217;angelo \u00e8 stranamente, invece, di natura teologica. egli riconduce, infatti, questa nascita allo Spirito creatore e vivificante di Dio, cos\u00ec che il figlio, che da lei verr\u00e0 generato, sar\u00e0 davvero il Figlio dell&#8217;Altissimo (Lc 1,32). Ella diventer\u00e0, dunque, la madre del Figlio di Dio: la vergine\/sposa delineata all&#8217;inizio diventa madre per la grazia e la potenza vivificante di Dio. Ella \u00e8 la vergine\/madre del Messia davidico di cui parla Is 7,14: \u201c<em>La vergine concepir\u00e0 e partorir\u00e0 un figlio e lo chiamer\u00e0 Emmanuele<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Il segno che le \u00e8 dato \u2013 la maternit\u00e0 di Elisabetta \u2013 rimanda alla potenza di Dio \u201c<em>a cui nulla \u00e8 impossibile<\/em>\u201d (cfr. Lc 1,36-37), perch\u00e9 \u00e8 capace di fare dono della maternit\u00e0 alle donne sterili ed \u00e8 dunque in grado di rendere madre una vergine.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>b)<\/strong> <strong>Maria vivr\u00e0 questa maternit\u00e0 in una singolare tensione<\/strong>: quello che generer\u00e0 \u00e8 il suo figlio, ma \u00e8 anche il figlio di Dio.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Ella dunque lo curer\u00e0 con la tenerezza e la passione di una madre, come ripetutamente sottolineer\u00e0 il racconto della nascita: \u201c<em>lo d\u00e0 alla luce, lo avvolge in fasce e lo depone in una mangiatoia<\/em>\u201d (Giuseppe \u00e8 sempre escluso) (cfr. Lc 2,7.12.16); gli <em>imporr\u00e0 il nome<\/em>, come indicato dall&#8217;angelo (Lc 2,21); si preoccuper\u00e0, come ogni madre israelita, di portare questo suo primogenito al tempio per offrirlo al Signore (Lc 2,22-23); sar\u00e0 angosciata e interverr\u00e0 con un materno rimprovero, come ogni madre, quando non lo ritrover\u00e0, dopo accurate ricerche, nella prima partecipazione alla festa di pasqua a Gerusalemme: \u201c<em>Figlio, perch\u00e9 ci hai fatto questo? Ecco tuo padre ed io, angosciati, ti cercavamo<\/em>\u201d (Lc 2,48). C&#8217;\u00e8 una maternit\u00e0 tanto umana in questi brevi cenni che i racconti dell&#8217;infanzia ci offrono. E Ges\u00f9 accetter\u00e0 questo ruolo materno di Maria, quando, tornato a Nazaret, sar\u00e0 \u201c<em>loro costantemente sottomesso<\/em>\u201d (Lc 2,51).<\/p>\n<p>Nel contempo Maria avvertir\u00e0 che questo suo figlio le sfugge. Lo sentir\u00e0 nel momento in cui Ges\u00f9, al tempio, le rivolger\u00e0 la misteriosa parola: \u201c<em>non sapete che io devo essere nelle cose del Padre mio<\/em>\u201d (Lc 2,49). Ella comprender\u00e0, dalla parola che Simeone rivolge soltanto a lei, che questo Figlio ha una missione singolare: Egli sar\u00e0 segno di fronte al quale si creer\u00e0 una spaccatura in Israele (\u201c<em>rovina e resurrezione di molti<\/em>\u201d: cfr. Lc 2,34-35)), cos\u00ec che egli far\u00e0 venire alla luce i pensieri nascosti che stanno nei cuori. Questa spaccatura porter\u00e0 il suo figlio verso il destino di un Messia rifiutato, sofferente ed ucciso con violenza. Questa sofferenza si rifletter\u00e0 anche su sua madre &#8211; \u201c<em>e tu, per quanto ti riguarda, una spada attraverser\u00e0 la tua anima<\/em>\u201d (Lc 2,35) &#8211; ed ella sar\u00e0 chiamata a partecipare, lungo tutto il suo sviluppo, a questo percorso di incomprensione e di rifiuto che il Figlio, fedele alla sua missione, dovr\u00e0 affrontare.<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li><strong> Questa maternit\u00e0 singolare,<\/strong> pur essendo anzitutto frutto della incondizionata grazia divina, <strong>non si realizza senza la docile risposta di Maria.<\/strong> Con questa risposta di fede, Maria diventa modello della fede per ogni discepolo (anche per noi dunque). Ma come si caratterizza questa fede di Maria?<\/li>\n<li><strong>a)<\/strong> <strong>La sua risposta<\/strong> all&#8217;annuncio dell&#8217;angelo (Lc 1,38) rivela Maria che accetta umilmente, come \u201c<em>serva<\/em>\u201d, che si realizzi nella sua vita quell&#8217;impensato disegno di Dio (<em>rema<\/em>: significa <em>parola\/fatto<\/em>) che le \u00e8 stato annunciato. Ella si dispone dunque a che Dio intervenga, per mezzo suo, nella storia umana con il suo piano di salvezza. Rinuncia ai suoi propositi, alle sue proiezioni di s\u00e9, per affidarsi totalmente all&#8217;iniziativa di quel Dio a cui nulla \u00e8 impossibile. Maria crede che, nell&#8217;acconsentimento della libert\u00e0 umana che si dispone fiduciosamente, Dio possa operare nella storia ci\u00f2 che resta umanamente imprevedibile e impensabile. Per questo Elisabetta la proclamer\u00e0: \u201c<em>Beata tu che hai creduto che c&#8217;\u00e8 un compimento alle cose dette a te da Dio<\/em>\u201d (1,45).<\/li>\n<li><strong>b) Questa fede radicale di Maria \u00e8 per\u00f2 una fede in progressione.<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>&#8211; <strong>Il racconto dell&#8217;annunciazione<\/strong> rende evidente questa progressione. Al saluto dell&#8217;angelo che la qualificava \u201c<em>destinataria della grazia divina<\/em>\u201d, Maria risponde dapprima con un atteggiamento di spaesamento (<em>fu turbata<\/em>) e con una riflessione\/discernimento interiore che mette in atto la ragione: \u201c<em>dibatteva dentro di s\u00e9 che significato avesse questo saluto<\/em>\u201d (Lc 1,29). Poi mette davanti la difficolt\u00e0 e l&#8217;obiezione della propria verginit\u00e0 (Lc 1,34) e solo alla fine si arrende alla fede obbediente (Lc 1,38). E&#8217; questo, di Maria, un caso unico nella rivelazione biblica, nel quale colui che riceve un annuncio divino vi accede e vi aderisce solo progressivamente.<\/p>\n<p>&#8211; <strong>Nel racconto della nascita<\/strong>, quando i pastori riferiscono l&#8217;annuncio angelico, \u201c<em>Maria conservava insieme tutte queste cose confrontandole dentro il suo cuore<\/em>\u201d (Lc 2,19). La fede di Maria \u00e8 una fede che mantiene con cura la memoria degli eventi e li mette a confronto per comprendere progressivamente quel disegno divino che va dipanandosi nella storia in maniera inattesa. Essa deve tenere a confronto l&#8217;annuncio grandioso della nascita del Figlio di Dio con la realt\u00e0 sconvolgente di quel bambino nato nella povert\u00e0 e nel disagio. Cos\u00ec probabilmente avverr\u00e0 anche in seguito, quando la sua radicale fede iniziale dovr\u00e0 confrontarsi con la storia inattesa di questo Figlio, incompreso, criticato e rifiutato, e la sua fede dovr\u00e0 accoglierLo in forma sempre nuova. Il suo \u201csi\u201d pieno dell&#8217;inizio avr\u00e0 bisogno di tanti altri \u201cs\u00ec\u201d di conferma mano a mano che si manifester\u00e0 la storia di un Ges\u00f9, \u201c<em>segno contraddetto<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&#8211; La conferma avviene <strong>nell&#8217;episodio del tempio<\/strong>. Di fronte allo smarrimento del Figlio, c&#8217;\u00e8 la naturale angoscia, tutta umana, di Maria. Ad essa\u00a0 Ges\u00f9 risponde che \u201c<em>deve essere nelle cose del Padre<\/em>\u201d (Lc 2,49), ottenendo da parte di Maria \u201cla non comprensione\u201d: \u201c<em>essi non compresero le sue parole<\/em>\u201d (Lc 2,50). Alla fine Ges\u00f9 si sottomette ai genitori a Nazaret\u201d. L&#8217;annotazione finale che \u201c<em>sua madre conservava questi fatti\/parole nel suo cuore<\/em>\u201d mostra nuovamente la fede pensosa di Maria, chiamata a dire la sua adesione ad un agire di Dio che nella storia del suo Figlio si manifesta in forma apparentemente contraddittoria e certamente inattesa.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>c) La fede di Maria si traduce in preghiera<\/strong> <strong>di lode<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>L&#8217;inno del <em>Magnificat<\/em> , intessuto di riferimenti veterotestamentari, riflette l&#8217;esperienza di Maria.\u00a0 Ella fa diventare questa esperienza motivo di lode e di riconoscenza gioiosa. L&#8217;inno, infatti, prende avvio da ci\u00f2 che Maria ha intravisto nella sua esperienza di serva, di ragazza di condizione umile a cui Dio ha riservato grandi cose, rendendola madre del suo Figlio (Lc 1,47-49). A partire dal vissuto di Maria, l&#8217;inno allarga lo sguardo all&#8217;agire di Dio che si manifester\u00e0 nella storia di Ges\u00f9 (Lc 1,50-53): \u00e8 un agire che sconvolge i ruoli e rovescia le condizioni sociali. Esso rivela la misericordia di Dio che <em>innalza gli umili<\/em> e <em>concede i beni agli affamati<\/em> (cfr: le beatitudini in Lc 6,20-21) e che, mettendo la sua potenza a servizio della misericordia, <em>depone i potenti dai troni<\/em> e <em>rimanda i ricchi a mani vuote <\/em>(cfr. la maledizioni in Lc 6,24-25), sconfigge in tal modo coloro che umiliano e opprimono i poveri. L&#8217;inno chiude (Lc 1,54-55) celebrando la fedelt\u00e0 di Dio nella storia della salvezza. Questo Dio, infatti, che aveva donato in Abramo la sua promessa e la sua alleanza ad Israele, ora concede, per la sua misericordia, il compimento di queste realt\u00e0 nell&#8217;evento salvifico di Ges\u00f9. Su questo Dio fedele alle sue promesse si potr\u00e0 sempre fare affidamento anche nel futuro.<\/p>\n<p>E&#8217; significativo che Maria, presentata nel <em>Magnificat <\/em>come modello della fede orante, sia di nuovo menzionata all&#8217;inizio degli Atti degli Apostoli (1,14) come parte di quel primo nucleo di comunit\u00e0 cristiana che, in una preghiera perseverante, chiede ed attende il dono pentecostale dello Spirito che far\u00e0 nascere la chiesa come popolo profetico e missionario. Di nuovo, Maria appare come modello di quei credenti a cui \u201c<em>il Padre vostro celeste doner\u00e0 lo Spirito Santo\u201d perch\u00e9 glielo chiedono insistentemente <\/em>(cfr. Lc 1,13).<\/p>\n<ol>\n<li><strong>d)<\/strong> <strong>La fede di Maria \u00e8 una fede obbediente<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Maria d\u00e0 compimento nella propria vita alla parola che gli \u00e8 stata annunciata. Non solo risponde positivamente all&#8217;angelo (\u201cavvenga in me\u201d: Lc 1,38), ma subito dopo si affretta (1,39s.) ad andare e a portare aiuto alla cugina Elisabetta, di cui l&#8217;angelo le ha anticipato la straordinaria maternit\u00e0. In seguito, ella sar\u00e0 mostrata a pi\u00f9 riprese obbediente alla \u201clegge del Signore\u201d e, dunque, alla sua parola (cfr. Lc 2,23.24.39).<\/p>\n<p>Al riguardo sono significativi i passi nel quali Luca parla ancora della madre di Ges\u00f9. In essi \u00e8 chiaramente delineata la prospettiva che la vera \u201cmaternit\u00e0\u201d feconda, non \u00e8 semplicemente quella che si attua nella generazione e nell&#8217;umana cura materna, ma \u00e8 quella che si realizza nell&#8217;ascolto operoso della Parola di Dio.<\/p>\n<p>&#8211; In una piccola sezione dedicata all&#8217;ascolto della Parola (cfr. 8,11-21), Luca aveva mostrato, in un primo momento, \u201ccome\u201d occorre ascoltare la parola di Dio: essa deve essere accolta in un cuore libero dalle ansie, dalle ricchezze e dalla brama del piacere; in un cuore \u201cbello e buono\u201d, perch\u00e9 bene orientato verso Dio, per arrivare poi a portare frutti in un cambiamento di vita, che si realizza giorno per giorno \u201ccon perseveranza\u201d anche in mezzo alle difficolt\u00e0 e alla prove che la vita riserva (cfr. Lc 8,11-15). Utilizzando poi l&#8217;immagine della lampada che illumina tutti quelli che entrano in una casa, Luca aveva lasciato capire che la Parola accolta e vissuta diventa inevitabilmente testimonianza mediante la quale la luce di Cristo \u00e8 offerta al mondo (cfr. Lc 8,16-18). A conclusione (cfr. <strong>Lc 8,19-21<\/strong>) presenta <strong>una piccola scena in cui la \u201cmadre\u201d e i fratelli si fanno presenti a Ges\u00f9 e desiderano \u201cvederlo\u201d<\/strong>: vogliono, cio\u00e8, fargli visita e incontrarlo per affermare il loro legame di sangue. A fronte di questo di questo desiderio umano, Ges\u00f9 pronuncia una solenne sentenza: \u201cmia madre e i miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la fanno\u201d nella loro vita. E&#8217; abbastanza chiaro che con questa sentenza Ges\u00f9 delinea una nuova qualit\u00e0 di \u201cmaternit\u00e0\u201d, di cui Maria \u00e8 modello per tutti i \u201cfratelli\u201d credenti. Ella, infatti, non \u00e8 madre semplicemente perch\u00e9 ha generato e si \u00e8 preso umanamente cura di Ges\u00f9, ma soprattutto perch\u00e9 avendo avendo accolto in Lui la parola di Dio e avendola vissuta nella propria vita, Ella \u00e8 in grado di offrirlo nuovamente al mondo mediante la luce della sua testimonianza.<\/p>\n<p>&#8211; In <strong>Lc 11,27-28<\/strong> abbiamo un&#8217;altra piccola scena in cui \u00e8 rivisitato il motivo della \u201cmaternit\u00e0\u201d. <strong>Una donna della folla, entusiasta di Ges\u00f9, pronuncia una \u201cbeatitudine\u201d nei confronti di colei che lo ha generato<\/strong>: \u201c<em>Beato il ventre che ti ha portato e i seni che ti hanno allattato<\/em>\u201d. La benedizione \u00e8 chiaramente rivolta a Maria, come colei che ha generato la vita e si \u00e8 presa maternamente cura del suo figlio. Ges\u00f9 corregge la beatitudine della donna: \u201c<em>Beati piuttosto coloro che ascoltano la Parola di Dio e la custodiscono<\/em>\u201d nella loro vita. Di nuovo la \u201cmaternit\u00e0\u201d feconda, che merita la benedizione, \u00e8 quella di coloro che, accogliendo la parola di Dio nella loro vita, diventano fecondi attraverso la testimonianza a Cristo che essi rendono agli uomini. Di questa \u201cmaternit\u00e0\u201d nuova, Maria diventa figura esemplare per tutti i credenti: Elisabetta, infatti, l&#8217;aveva qualificata come \u201c<em>beata<\/em>\u201d, perch\u00e9 <em>essa aveva creduto che nella sua vita si sarebbero compiute le parole annunciatele da Dio<\/em>.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, per i credenti chiamati ad esercitare una nuova \u201cmaternit\u00e0\u201d, mediante la testimonianza di una Parola vissuta capace di generare altri alla fede, Maria si propone come modello incoraggiante e paradigmatico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla riflessione di don Augusto Barbi, a s. 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