{"id":1820,"date":"2016-12-12T16:52:48","date_gmt":"2016-12-12T16:52:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/?p=1820"},"modified":"2016-12-12T16:57:43","modified_gmt":"2016-12-12T16:57:43","slug":"cremazione-del-corpo-e-dottrina-della-risurrezione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/?p=1820","title":{"rendered":"Cremazione del corpo e dottrina della risurrezione"},"content":{"rendered":"<p>La sepoltura del corpo del defunto e la venerazione della tomba sono sempre state avvertite come espressione di piet\u00e0 umana e di civilt\u00e0. Fin dagli antichi la sepoltura \u00e8 stata considerata un atto di grande umanit\u00e0, un ritornare alla Terra Madre, una normale conclusione del cerchio della vita.<\/p>\n<p>Che sia praticata l\u2019inumazione del corpo o la cremazione, in ogni caso veniva assicurata la sepoltura, in quanto estremo e dovuto atto di piet\u00e0. Un corpo insepolto secondo gli antichi non poteva aver pace.<\/p>\n<p>La giovane Antigone, nella tragedia sofoclea, trasgredisce i dettami di Creonte e accetta la morte, pur di poter offrire sepoltura al fratello.<\/p>\n<p>Nell\u2019Iliade, Achille dopo aver sfogato la sua rabbia sul cadavere di Ettore, decide alla fine di restituire il corpo straziato al padre Priamo, commosso dalla supplica di costui.<\/p>\n<p>Dante ci riferisce la vicenda di Buonconte da Montefeltro convertito all\u2019ultimo istante di vita. Per la rabbia di aver perso un\u2019anima ormai creduta dannata, il demonio fa scempio del corpo, non potendo avere il suo spirito: l\u2019offesa al cadavere, disperso ed insepolto, \u00e8 l\u2019ultima possibilit\u00e0 che gli resta di danneggiare il defunto.<\/p>\n<p>Il laico Ugo Foscolo, nel celebre carme Dei Sepolcri, dichiara il rispetto delle tombe un segno chiaro di civilt\u00e0 del popolo.\u00a0 \u201cDal d\u00ec che nozze e tribunali ed\u00a0are dier alle\u00a0umane belve\u00a0esser pietose di se stesse e d\u2019altrui, toglieano i vivi all\u2019etere maligno e alle fere i miserandi avanzi\u2026\u201d<\/p>\n<p>Oggi si rischia di dimenticare questa lezione di umana piet\u00e0 e di civilt\u00e0 che ci arriva dagli antichi e, ovviamente, dalla tradizione cristiana.<\/p>\n<p>La pratica della cremazione \u00e8 accettata dalla Chiesa gi\u00e0 da vari decenni, purch\u00e8 essa non equivalga a disprezzo del corpo, o sottintenda idee dualistiche, panteistiche o vaghe idee di reincarnazione.<\/p>\n<p>Il cristiano riconosce che la materia del corpo \u00e8 destinata alla terra; sa che tutti ritorneremo nella situazione di polvere, dalla quale siamo stati plasmati. Quindi il processo di cremazione \u00e8 soltanto un anticipare i tempi di questo disfacimento del corpo. Ci\u00f2 non scalfisce tuttavia la fede nella risurrezione integrale della persona, nella sua dimensione spirituale e corporea.<\/p>\n<p>Con il recente intervento autorevole, la Chiesa sottolinea l\u2019importanza del rispetto, della venerazione e del decoro della sepoltura, sia nel caso della tumulazione di un corpo che di un\u2019urna cineraria.<\/p>\n<p>Accompagnare un defunto al cimitero significa prima di tutto stabilire un distacco: il fratello che ha concluso i suoi giorni non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Conservando invece le ceneri a casa, si rischia di non elaborare mai in pienezza il lutto, di non vivere davvero questo necessario distacco esistenziale.<\/p>\n<p>In secondo luogo, il cristiano sa che il luogo della sepoltura \u00e8 detto cimitero, cio\u00e8 luogo del riposo, in attesa della risurrezione. \u201cResurrecturis\u201d, scritto a caratteri cubitali presso le tombe, \u00e8 una chiara professione di fede: il campo santo \u00e8 dedicato \u201ca coloro che risorgeranno\u201d. Chi va a visitare il proprio caro estinto, sa che la vita non finisce nel disfacimento e nell\u2019oblio, bens\u00ec nel cuore stesso di Dio, per l\u2019eternit\u00e0. In Cristo siamo chiamati a risorgere per una vita senza fine.<\/p>\n<p>In terzo luogo la tomba diventa il luogo della memoria e della preghiera. Memoria anzitutto: le ceneri disperse danno l\u2019idea di un desiderio di cancellare il ricordo di una vita. La lapide funeraria invece ci aiuta a ricordare, a conservare un legame con chi non \u00e8 pi\u00f9 tra noi. Nella fede sappiamo che i nostri cari sono con Dio, ma umanamente abbiamo bisogno di segni che ci aiutino a ricordare. E la tomba di una persona cara pu\u00f2 essere luogo di memoria non solo per i famigliari: anche altri amici e conoscenti, visitando il cimitero, possono sostare presso il sepolcro di un nostro caro, elevare una preghiera, vivere un momento di comunione e di riflessione. Quante volte mi capita di fermarmi presso le tombe di persone care! E quante volte questo ricordo mi aiuta non solo a fare memoria di chi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, ma anche a comprendere meglio il valore della vita, di ogni istante di questa esistenza!<\/p>\n<p>Sarebbe auspicabile, pertanto, che i cristiani in primis, ma anche tutti i fedeli di altre religioni ed i non credenti, riscoprissero il valore della sepoltura: anche un\u2019urna cineraria va trattata con rispetto, e, posta nel luogo opportuno, pu\u00f2 diventare luogo di memoria, di preghiera e scuola di vita.<\/p>\n<p>Don Andrea Ronconi<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/documenti\/Ad%20resurgendum%20cum%20Christo.pdf\" target=\"_blank\">documento PDF \u00a0\u00a0Ad resurgendum cum Christo<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sepoltura del corpo del defunto e la venerazione della tomba sono sempre state avvertite come espressione di piet\u00e0 umana e di civilt\u00e0. 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