{"id":1988,"date":"2017-08-21T15:45:23","date_gmt":"2017-08-21T15:45:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/?p=1988"},"modified":"2017-08-21T15:45:23","modified_gmt":"2017-08-21T15:45:23","slug":"70-anniversario-della-consacrazione-della-chiesa-parrocchiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/?p=1988","title":{"rendered":"70\u00b0 anniversario della consacrazione della chiesa parrocchiale"},"content":{"rendered":"<p>Chiesa dei Ss. Pietro e Paolo:\u00a0quasi un secolo di storia<\/p>\n<p>In occasione della sagra di san Luigi\u00a02017, abbiamo pensato di offrire qualche notizia riguardante la Chiesa\u00a0Parrocchiale di Marano, di cui, nel mese\u00a0di settembre, ricorreranno i 70 anni dalla<br \/>\nconsacrazione.<br \/>\n\u00c8 una Chiesa molto particolare, a\u00a0pianta centrale, con grande cupola e\u00a0maestoso campanile. \u00c8 affrescata da\u00a0un ciclo pittorico, realizzato dal pittore\u00a0veronese Aldo Tavella, ricco di spunti di<br \/>\nriflessione e di catechesi.<br \/>\nQuest\u2019anno vorremo, nei giorni della\u00a0sagra, valorizzare il nostro tempio, offrendo\u00a0a tutti la possibilit\u00e0 di conoscere\u00a0e comprendere l\u2019insegnamento contenuto\u00a0nelle pitture.<br \/>\nIn secondo luogo desideriamo rendere\u00a0accessibile la torre campanaria, al fine\u00a0di consentire a tutti di constatare la notevole\u00a0fattura e di ammirare il panorama\u00a0offerto dalla loggia delle campane.<br \/>\nLa sagra 2017 sar\u00e0 l\u2019ultima che vivr\u00f2\u00a0come parroco di queste comunit\u00e0:\u00a0sar\u00e0 occasione per rendere lode a Dio\u00a0del cammino percorso insieme e per\u00a0chiedere la sua benedizione su queste\u00a0parrocchie e sul nuovo pastore che\u00a0arriver\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Don Andrea Ronconi<\/p>\n<h3><strong>13 settembre 1947 &#8211; 13 settembre 2017<\/strong><br \/>\n<strong>70\u00b0 anniversario della consacrazione della chiesa parrocchiale<\/strong><\/h3>\n<p><a href=\"http:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/DSC0067.jpg\" data-lbwps-width=\"2048\" data-lbwps-height=\"1357\" data-lbwps-srcsmall=\"https:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/DSC0067.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1981 alignleft\" src=\"http:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/DSC0067.jpg\" alt=\"\" width=\"323\" height=\"220\" \/><\/a> Dopo un grande ed oneroso intervento,\u00a0durato parecchi mesi, che ha visto\u00a0coinvolti molti esperti e due ditte esecutrici\u00a0dei lavori, la chiesa parrocchiale\u00a0di Marano viene restituita ai fedeli nella sua maestosa staticit\u00e0, anche se i segni\u00a0di recenti terremoti, ma soprattutto della\u00a0paleofrana su cui fu costruita, sono ancora\u00a0ben evidenti al suo interno, ma non\u00a0sono pi\u00f9 fonte di preoccupazione!<br \/>\n\u201cLa consacrazione fu fatta da Mons.\u00a0Vesc. Gerolamo Cardinale il 13 settembre,\u00a0assistito da Mons. Albrigi e Mons.\u00a0Falzoni e da pi\u00f9 di 30 tra sacerdoti e\u00a0chierici ed alla presenza di quasi tutta\u00a0la popolazione, commossa ed entusiasta.\u201d<br \/>\nCos\u00ec recita il liber chronicon della\u00a0Parrocchia di Marano per l\u2019anno 1947.<br \/>\nDopo le travagliate vicende della costruzione,\u00a0tra gli anni 1921 e 1924, e dopo\u00a0essere rimasta \u201cal grezzo\u201d per un lungo\u00a0periodo, finalmente negli anni del secondo\u00a0conflitto mondiale la chiesa venne<br \/>\ncompletata e decorata.<br \/>\nNel \u201840 fu trasportato l\u2019altare della Madonna,\u00a0nel \u201842 quello di san Giuseppe,\u00a0nel \u201843 si fece il soffitto di tutta la parte\u00a0bassa della chiesa e nel \u201844 si complet\u00f2\u00a0il rivestimento interno della cupola fino\u00a0al tamburo. Quindi inizi\u00f2 la fase decorativa,\u00a0affidata al pittore Aldo Tavella ed\u00a0al decoratore Ettore Cavazza: nel 1944\u00a0fu dipinta e decorata la cupola, nel \u201845 l\u2019altare maggiore e i due laterali, per<br \/>\nconcludere nel \u201847 con la nativit\u00e0 sopra\u00a0l\u2019ingresso.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/DSC0058.jpg\" data-lbwps-width=\"2048\" data-lbwps-height=\"1357\" data-lbwps-srcsmall=\"https:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/DSC0058.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1982 alignleft\" src=\"http:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/DSC0058.jpg\" alt=\"\" width=\"322\" height=\"218\" \/><\/a>L\u2019opera che Aldo Tavella ha lasciato nella\u00a0chiesa dei Santi Pietro e Paolo \u00e8 una\u00a0vera e propria catechesi pittorica: sopra\u00a0l\u2019ingresso \u201cLa Nativit\u00e0\u201d e nella mezzaluna\u00a0di fondo, dietro il presbiterio, \u201cLa\u00a0Crocifissione\u201d: sul teschio di Adamo,\u00a0sulla cui tomba secondo la tradizione\u00a0fu posta la croce di Cristo nuovo Adamo,\u00a0si erge il corpo del crocifisso ai cui\u00a0lati stanno la madre sorretta da Maria di<br \/>\nCleofa e Giovanni, mentre ai piedi della\u00a0croce Maria Maddalena grida il suo\u00a0dolore.<br \/>\nSopra i due altari laterali, sempre nelle\u00a0mezzelune, le due figure pi\u00f9 vicine a\u00a0Ges\u00f9, rispettivamente sua madre Maria\u00a0nell&#8217;annunciazione, con la scritta AVE\u00a0MARIA GRATIA PLENA, e dall&#8217;altro lato<br \/>\nsan Giuseppe nel momento della sua\u00a0morte con la scritta PATRONE MORENTIUM\u00a0ORA PRO NOBIS.<br \/>\nAlla base della cupola, quasi come colonne\u00a0portanti della Chiesa, vi sono le\u00a0figure ieratiche dei quattro evangelisti:\u00a0Matteo con l\u2019uomo alato (pare un angelo);\u00a0Marco con il leone; Luca con il bue<br \/>\ne Giovanni con l\u2019aquila, simboli questi\u00a0gi\u00e0 presenti nella visione del trono divino nell&#8217;Apocalisse, che poi la tradizione ha\u00a0voluto abbinare ai quattro evangelisti.<br \/>\nNei quattro cassettoni che sovrastano\u00a0il vaso dell\u2019edificio troviamo i novissimi, cio\u00e8 le verit\u00e0 \u201cultime\u201d (morte, giudizio,\u00a0inferno e paradiso), ciascuna delle quali\u00a0con una massima che al lettore moderno potrebbe incutere un certo timore.<br \/>\nCosi sotto la tomba che simboleggia lamorte leggiamo NON SAPETE IL GIORNO\u00a0N\u00c9 L\u2019ORA; nella scena del giudizio\u00a0sta l\u2019ammonimento GIUDIZIO SENZA\u00a0MISERICORDIA A CHI NON L\u2019AVR\u00c1 USATA; sotto le fiamme dell\u2019inferno \u00e8\u00a0scritto L\u00c0 NON C\u2019\u00c8 PI\u00d9 REDENZIONE\u00a0e infine sotto il paradiso IL PREMIO MAGGIORE \u00c8 NEI CIELI.<br \/>\nNelle quattro\u00a0volte che precedono gli altari e l\u2019ingresso\u00a0sono raffigurate le quattro virt\u00f9 cardinali<br \/>\n(prudenza, giustizia, fortezza e\u00a0temperanza), accompagnate da massime\u00a0della bibbia, tra le quali quella della\u00a0temperanza, nelle nostre terre di vino\u00a0d\u2019eccellenza, fa ancora sorridere: siate\u00a0sobrii e vigilanti! Per le altre tre virt\u00f9 leggiamo:\u00a0beato chi soffre per la giustizia,\u00a0siate prudenti come i serpenti e resistete\u00a0forti nella fede.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/DSC0108.jpg\" data-lbwps-width=\"2048\" data-lbwps-height=\"1357\" data-lbwps-srcsmall=\"https:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/DSC0108.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1979\" style=\"background-color: #fcff9c;\" src=\"http:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/DSC0108.jpg\" alt=\"\" width=\"328\" height=\"222\" \/><\/a>Ma l\u2019invenzione straordinaria, ideata\u00a0dall&#8217;allora parroco don Galvani e\u00a0dall&#8217;architetto che aveva progettato la\u00a0chiesa don Giuseppe Trecca, sta forse\u00a0nell&#8217;impianto pittorico della cupola: tra\u00a0vari tipi di piante della Bibbia, sulle quali\u00a0campeggiano passi delle sacre scritture,\u00a0sono raccolte tutte le contrade che\u00a0componevano all&#8217;epoca la parrocchia\u00a0di Marano, simboleggiate dal santo\u00a0loro patrono.<br \/>\nCos\u00ec sulla quercia appare\u00a0la scritta: \u201cSterminerai il nemico forte\u00a0come quercia\u201d; sul cipresso: \u201cCome<br \/>\ncipresso sui monti di Sion\u201d; sulla vite:\u00a0\u201cGes\u00fa \u00e8 la vite noi i tralci\u201d; sul melo:\u00a0\u201cCome il melo tra gli alberi cosi Ges\u00f9 tra gli uomini\u201d; sul pero: \u201cQuando udrai\u00a0rumore sulle cime dei peri comincerai<br \/>\nla battaglia\u201d (l\u2019anno \u00e8 il 1944, gli echi\u00a0della guerra si sentono anche in queste\u00a0espressioni); sull\u2019olivo leggiamo: \u201cVenne\u00a0la colomba portando un ramo d\u2019olivo\u201d;\u00a0sulla palma: \u201cPresi rami di palma gridavano\u00a0osanna\u201d; infine sul cedro: \u201cIl giusto\u00a0crescer\u00e0 come cedro del Libano\u201d. Tra\u00a0queste piante stanno le figure di Ges\u00f9\u00a0buon Pastore che chiama i piccoli a s\u00e9,\u00a0di san Zeno patrono della Diocesi, della\u00a0Vergine della Valverde, di San Giorgio\u00a0che uccide il drago (la sua chiesetta \u00e8 a Purano), di San Rocco pellegrino (oggi\u00a0la contrada di San Rocco \u00e8 parrocchia\u00a0indipendente), di Sant\u2019Eustachio al quale\u00a0appare il crocefisso tra le corna di un cervo (la sua chiesetta \u00e8 a Prognol), di\u00a0San Carlo Borromeo inginocchiato (la\u00a0sua cappella \u00e8 a Canzago) e di San Vincenzo\u00a0Ferreri con il libro aperto e una\u00a0fiammella sul capo (a lui \u00e8 dedicato un\u00a0capitello appena sopra il paese di San\u00a0Rocco).<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/DSC0105.jpg\" data-lbwps-width=\"2048\" data-lbwps-height=\"1357\" data-lbwps-srcsmall=\"https:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/DSC0105.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1980\" style=\"background-color: #fcff9c;\" src=\"http:\/\/www.maranovalgatarasanrocco.it\/a\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/DSC0105.jpg\" alt=\"\" width=\"321\" height=\"215\" \/><\/a>Con questo impianto pittorico si voleva significare la comunione che\u00a0unisce tutte le contrade nella fede! Se ci\u00a0spostiamo nel vecchio presbiterio, oggi\u00a0cappella del SS.mo Sacramento, in alto\u00a0vediamo l\u2019Agnello Pasquale, simbolo\u00a0del sacrificio di Cristo.<br \/>\nUna nota meritano le vetrate: nel primo\u00a0anello sono riportate le stazioni della via\u00a0crucis e nell\u2019anello pi\u00f9 alto, realizzato\u00a0gi\u00e0 nel 1924, sono raffigurate alcune opere di misericordia: dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati,\u00a0vestire gli ignudi, alloggiare i pellegrini,\u00a0visitare gli ammalati, consolare gli afflitti,\u00a0perdonare le offese, pregare Dio per i\u00a0vivi e per i morti.<br \/>\nCome recitava nel 1947 il giornale L\u2019Arena:\u00a0\u201cCon la cerimonia per la Consacrazione,\u00a0abbiamo avuto l\u2019occasione di\u00a0visitare la Chiesa di Marano di Valpolicella\u00a0e potemmo ammirare l\u2019armonia\u00a0e la chiarezza della decorazione che il\u00a0pittore concittadino Aldo Tavella vi ha illustrato.\u00a0Il prof. don Trecca ha disegnato\u00a0un tempio veramente superbo\u2026\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chiesa dei Ss. 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